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Isnardi
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«La famiglia degli Isnardi de Castello Havard viene annoverata fra le più illustri della città di
Asti
. Essa possedette diversi feudi nel
Piemonte
, in
Lorena
ed in
Francia
»
(Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, 1888)
Contents
• Stemma
• Note
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Origini e storia
Gli Isnardi che discendevano quasi certamente dalla famiglia mwcgdes Isnards del mwcwContado Venassino svilupparono prestigio e potere politico grazie all'arricchimento dovuto alla loro attività commerciale e feneratizia (bancaria). Nel 1215 Bertrand Isnard fu testimone con Raimond mwdad'Agoult e Giraud de Monteil-Adhémar (mwdqAdhémar de Monteil) a un atto siglato a mwdgOrange fra Guillaume de Baux e i mwdwCavalieri Templaricite-ref-1[1]. Gli Isnardi ebbero banchi a mwfaBesançon ed in mwfqBorgogna dove nel mwfg1266 ebbero il monopolio del prestito per 7 anni.
Giovanni, il titolare del banco in Borgogna divenne credendario della città di Asti nel mwhg1273. La forza economica della famiglia era tale che fu in grado di prestare all'mwhwarcivescovado di Lione 16.000 mwialire astesi nel mwiq1285 e 3.000 nel mwig1290 con la fideussione di mwjaAmedeo V di Savoia. La famiglia prestò anche 700 lire ad Ugo di mwjqVienne nel mwjg1288.
Oltre a Giacomo signore del castello di mwkaSommariva Perno e mwkqCossano Belbo, nello stesso periodo era presente Astegiano Isnardi proprietario di alcuni beni a Quarto d'Asti e protagonista nel mwkg1272 della loro cessione al canonico Enrico di mwkwMurisengo.
Per lo sposalizio della figlia mwlqMargherita di Amedeo di Savoia con il mwlgMarchese del Monferrato mwlwGiovanni I nel mwma1296, la maggior parte delle 20.000 lire astesi pattuite per la dote furono anticipati da Martino Guttuari.
Sulla fine del mwmgDuecento la famiglia si legò politicamente e socialmente a quella dei mwmwGuttuari creando il consorzio ghibellino dei De Castello.cite-ref-3[3] Un documento del 1298 stabilì che i membri delle due famiglie e i loro discendenti portassero tutti la comune denominazione di De Castello. In seguito al consorzio si unì anche la mwoafamiglia Turco. Il nome derivava dalla conquista del Castelvecchio, antica sede episcopale, durante le lotte civili nel mwoq1297.
Nel castello di mwowMontà d'Alba, feudo degli Isnardi, esiste un'iscrizione trascritta dal Boatteri nel II volume della sua mwpa"Raccolta" che narra delle leggendarie origini delle tre famiglie e della loro comune discendenza:
TRINARIA DOMUS DE CASTELLO
EX ISNARDO GUTTUARIO TURCHO
FRATTRIBUS
TER GEMINA BELLI FULMINA
REIPUBLICAE DATURA
ASTENSI IN SOLO FELICITER AD LAUREAS
FIGIT RADICES
Le lotte civili e l'esilio
Nel mwrw1300 le tensioni cittadine tra le due fazioni degenerarono in scontri aperti e dopo una prima vittoria dei ghibellini nel mwsa1303, la fazione guelfa dei Solaro sconfisse i De Castello nel mwsq1304 con l'aiuto delle truppe di mwsgFilippo di Acaiacite-ref-ref-a-4-0[4]
Cominciò un periodo di esilio della famiglia che fu costretta a lasciare la città e si diramò in Piemonte.
Alcuni membri acquistarono beni feudali a Valfenera (Asti), nel mwuqSaluzzese e mwugCuneese. Solamente nel mwuw1339, i De Castello con l'aiuto di mwvaGiovanni II Paleologo Marchese del Monferrato, fecero ritorno in città e cacciarono i Solaro (la cui dominazione era durata 35 anni).
Linea di Saluzzo e Sanfrè
Manfredo, figlio di Giacomo, espulso da Asti emigrò a Saluzzo.
Guglielmo nel mwwa1308 acquistò mwwqSanfrè, Vicetto Isnardi fu consigliere del Marchese mwwgTommaso II di Saluzzo, Andrea Matteo fu podestà della città nel mwww1360 e Luchino nel mwxa1365.
Giacomo Filippo Isnardi, mwxgcavaliere di Rodi, fu capitano del marchese mwxwFederico II di Saluzzo contro il mwyaPrincipe di Acaja.
Linea di Caraglio
Alcuni Isnardi si trasferirono a Caraglio (Cuneo), dove nel mwyw1558 Tommaso Isnardi, comandante delle guardie a piedi savoiarde ne fu investito del titolo marchionale da mwzaCarlo Emanuele I di Savoia.
Angelo Carlo Maurizio nel mwzgXVII secolo in seguito al matrimonio con Cristina Carlotta Havart di Senantes, ingrandì i propri possedimenti acquisendo i feudi di mwzwStrevi in Italia e Ligneville, Wittel e Maimason in mwawFrancia.
Il figlio Ignazio Giovanni Battista, combatté nel conflitto austro-francese del mwcg1733 come comandante del reggimento di fanteria "La Trinità". Con esso si estinse la famiglia. Alla sua morte, il feudo di Caraglio fu concesso da mwcwCarlo Emanuele III di Savoia al ramo di San Marzano della famiglia mwdaAsinari.cite-ref-5[5]
Le abitazioni degli Isnardi
Le molte linee famigliari degli Isnardi erano in Asti ubicate probabilmente nell'area compresa tra via Hope, De Amicis, Orfanotrofio, Morelli e Testa nel mwewRione San Silvestro.cite-ref-6[6]
Ancora nel mwgqXVI secolo la casa in via Morelli detta "dei Visconti" accanto alla mwggchiesa di San Silvestro risultava di proprietà del conte Isnardi di Sanfré.
Genealogia
Albero genealogico degli Isnardi nei tratti principali
Stemma
L'mwiaaquila in araldica è una figura naturale femminile.
Ispirata dall'aquila dell'impero romano, venne ripristinata da mwigCarlo Magno e divenne il simbolo dell'impero.
mwlaScudo:D'argento all'aquila di nero, membrata e rostrata e coronata d'oro, col volo abbassato
mwlgCimiero: L'aquila del campo
mwmaMotto: BIEN. CONNOITRE. AVANT. QU'AIMER.
Note
cite-note-11. ↑ mwnwNicolas Viton de Saint-Allais, "Nobiliaire universel de France ou recueil général des généalogies historiques des maisons nobles de ce royaume", Au bureau du nobiliaire universel de France, 1815
cite-note-ref-a-44. ↑ mwrqRenato Bordone, mwrgUna famiglia di Lombardi nella mwrwGermania renana alla seconda metà del mwsaTrecento: la famiglia Asinari, Rivista di Storia Arte Archeologia per le provincie di Alessandria e Asti, Annata CV, Anno 1996.
cite-note-66. ↑ Bera G., mwuqAsti edifici e palazzi nel medioevo. Gribaudo Editore Se Di Co 2004
cite-note-77. ↑ Natta-Soleri C., Fe' D'Ostani B., mwvqAdozione e diffusione dell'arma gentilizia presso il patriziato astigiano, da mwvgAraldica astigiana, Allemandi (a cura di Bordone R.), C.R.A. 2001, pg.67
Bibliografia
• Bera G., mwwgAsti edifici e palazzi nel medioevo. Gribaudo Editore Se Di Co 2004 ISBN 88-8058-886-9
• Bianco A.mwxqAsti Medievale, Ed CRA 1960
• mwyaAsti ai tempi della rivoluzione. Ed CRA 1960
• mwygBordone R., mwywAraldica astigiana, Allemandi C.R.A. 2001
• mwzgDalla carità al credito. C.R.A. 2005
• Castellani L., mw0aGli uomini d'affari astigiani. Politica e denaro fra il Piemonte e l'Europa (1270 - 1312). Dipartimento di Storia dell'Università di Torino 1998 ISBN 88-395-6160-9
• Ferro, Arleri, Campassi, mw0wAntichi Cronisti Astesi, ed. dell'Orso 1990 ISBN 88-7649-061-2
• Gabiani Nicola, mw1gAsti nei principali suoi ricordi storici vol 1, 2,3. Tip.Vinassa 1927-1934
• mw2qLe torri le case-forti ed i palazzi nobili medievali in Asti,A.Forni ed. 1978
• mw2wIncisa S.G., mw3aAsti nelle sue chiese ed iscrizioni C. R.A. 1974
• Malfatto V., mw3gAsti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982
• A.M. Patrone, mw4aLe Casane astigiane in Savoia, Dep. Subalpina di storia patria, Torino 1959
• Peyrot A., mw4gAsti e l'Astigiano ,tip.Torinese Ed. 1983
• mw5aSella Q., mw5q mw5gCodex Astensis qui De Malabayla comuniter nuncupatur, del Codice detto De Malabayla, memoria di Quintino Sella, Accademia dei Lincei, mw5wRoma 1887.
• S.G. Incisa, mw6qAsti nelle sue chiese ed iscrizioni C.R.A. 1974.
Voci correlate
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